Audi Q3 2.0 Tdi – La Piccola Suv di casa Audi!

Seduce e convince con le bellissime finiture e la guida sportiva!

Imponente quasi quanto la sorella maggiore Q5, la Audi Q3 ha dimensioni più contenute, che la avvantaggiano in città. Con la trazione integrale si muove bene anche sui fondi scivolosi, ma la carrozzeria poco rialzata la rende inadatta agli sterrati impegnativi: dà il meglio sull’asfalto, dove mette in campo l’ottima tenuta di strada e l’efficacia del cambio robotizzato a doppia frizione che “serve” il brillante 2.0 a gasolio. Tutte qualità che, comunque, si pagano: il prezzo di listino è salato e non comprende accessori che una vettura di questo livello dovrebbe offrire di serie.

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Con i suoi 439 cm di lunghezza, la Audi Q3 è una suv con cui ci si può spostare senza problemi anche in città, ma l’imponenza non le manca: il frontale è dominato dall’ampia mascherina con listelli cromati (come i terminali di scarico delle versioni più potenti), e le proporzioni ricordano quelle della più generosa Q5.

Per avere le cornici dei passaruota e i profili sottoporta in tinta con la carrozzeria (anziché in plastica scura non verniciata) si deve sborsare un extra.   Sugli sterrati è meglio non esagerare, perché l’altezza minima da terra è piuttosto limitata, ma la trazione integrale permette di affrontare in sicurezza i fondi scivolosi ed esalta la tenuta di strada, soprattutto sul bagnato. Fra le curve si apprezza pure il limitato rollio, soprattutto se l’auto è dotata di sospensioni “intelligenti” la cui risposta può essere modificata, assieme a quella del motore e dello sterzo, tramite l’Audi Drive Select (sono tutti extra).   Questa versione equipaggiata con il 2.0 turbodiesel da 177 CV è anche piuttosto brillante, complice l’efficiente e veloce cambio robotizzato a doppia frizione S tronic con 7 marce.

Relativamente bassi i consumi, ambito nel quale – almeno nella guida in città – si beneficia della presenza dello Start&Stop di serie. Di buon livello anche il comfort: le sospensioni non fanno sentire troppo le buche e l’abitacolo è correttamente insonorizzato.   D’accordo che i sedili con rivestimento speciale facciano parte della lista degli optional. Ma considerato il prezzo della vettura, è inaccettabile dover pagare a parte i sensori di parcheggio (necessari, data la scarsa visibilità posteriore), il cruise control, il “clima” automatico bizona (di serie c’è quello manuale) o i comandi della radio ripetuti nelle razze del volante (di serie anche in molte utilitarie).

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Plancia e comandi

Lo stile è classico, e il livello di materiali e finiture inappuntabile. Ampio e ben leggibile il cruscotto ma per avere lo schermo centrale a colori si deve sborsare un sovrapprezzo. Optional pure lo scenografico navigatore con schermo di 7 pollici (a scomparsa nella plancia): fra le sue funzioni, quella di interfaccia per variare le caratteristiche di guida dell’auto tramite l’Audi Drive Select. Generalmente ben disposti i comandi (il freno a mano elettrico è nel tunnel), a eccezione di quelli del “clima” bizona, che essendo troppo in basso costringono a distogliere lo sguardo dalla strada.

  Abitabilità

Davanti si sta comodi anche se si aggiungono le poltrone sportive (extra, volendo con regolazione elettrica e rivestimenti in pelle e Alcantara); il divano accoglie decorosamente soltanto una coppia di adulti (ma senza abbondare in termini di spazio per le gambe), mentre un eventuale terzo è disturbato dal tunnel, dal mobiletto che sbuca fra i sedili davanti e dall’imbottitura rigida di seduta e schienale. Sufficiente la disponibilità di vani (fra i quali le capienti tasche nelle porte) e portabibite, piccolo (ma climatizzato e completo di serratura a chiave) il cassetto di fronte al passeggero.

  Bagagliaio

Altezza da terra (77 cm) a parte, a disturbare le operazioni di carico c’è il gradino di 7 cm fra la soglia (con protezione metallica) e il pavimento, e la cappelliera che non si solleva se non per la piccola parte solidale al portellone. La capienza è adeguata alle esigenze della famiglia, ma si riduce qualora la vettura sia provvista dell’impianto audio Bose offerto come optional: il relativo subwoofer impegna 19 cm sotto il piano di carico. Rinunciando ai posti dietro la capacità sale da 460 a 1365 litri, ma infastidisce il fatto che gli schienali restino leggermente inclinati.

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In città

Poco più lunga di una A3, l’Audi Q3 si districa bene anche nel traffico, complice la posizione di guida rialzata che favorisce la visuale, almeno davanti e di lato; dietro, invece, il piccolo lunotto “spinge” all’acquisto dei sensori di distanza. Ottima la risposta del cambio automatico, dolce e rapido nei passaggi di marcia; lo sterzo, invece, non è particolarmente leggero e se ne risente in manovra. Accettabili gli 11,6 km/l che si percorrono mediamente con un litro di gasolio (lo Stop&Start aiuta parecchio, spegnendo il motore nelle brevi soste).

Fuori città

L’equilibrata taratura delle sospensioni, che fanno avvertire soltanto le sconnessioni più secche, favorisce la maneggevolezza: fra le curve il rollio è limitato e la Q3 si lascia condurre quasi fosse una berlina sportiva. La trazione integrale aiuta a sfruttare la “birra” del turbodiesel, e quando si esagera c’è l’Esp che interviene in modo puntuale e poco invasivo. Potenti e resistenti a sufficienza i freni (chiamati a rallentare una massa che sfiora i 1600 kg), mentre lo sterzo è abbastanza diretto ma migliorabile nel feeling (reso poco naturale dalla servoassistenza elettrica).

 In autostrada

La settima marcia lunga fa viaggiare a 130 orari con il motore che lavora a meno di 2300 giri, favorendo la silenziosità di marcia (che, però, è inficiata da qualche fruscio) e l’economia di carburante; a quest’ultimo proposito, aiuta pure l’Audi drive select impostato in modalità “efficiency”: mette automaticamente il cambio in folle quando si rilascia l’acceleratore (consentendo, così, di sfruttare l’abbrivio), per poi reinnestare la marcia appena si frena o si dà di nuovo gas. Sempre inappuntabile la stabilità, ma nei veloci curvoni il servosterzo elettrico dà risposte un po’ “artificiali”.

Nel fuori strada

Con soli 17 cm di luce a terra è bene evitare i percorsi più accidentati, tanto più che le protezioni sotto i paraurti sono in plastica e non in metallo; inoltre, la carrozzeria priva di ripari rischia di essere “segnata” dal pietrisco proiettato dalle ruote. Che la Q3 sia una “integrale” destinata più alle strade innevate o fangose che agli sterrati impegnativi lo confermano non solo l’assenza delle marce ridotte, ma anche di dispositivi elettronici specifici quali il limitatore di velocità in discesa. In ogni caso, la prima corta e il freno a mano elettrico con funzione Auto hold (impedisce che l’auto arretri finché non si comincia a dare gas) danno una mano nelle ripartenze in salita.

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La Audi Q3 è un’auto sicura, anche grazie alla trazione integrale permanente che favorisce la tenuta di strada sui fondi viscidi. Eppure, per quanto riguarda la dotazione richiede qualche aggiunta: oltre all’Esp e ai fendinebbia, di serie ci sono gli airbag frontali, quelli laterali e quelli per la testa estesi ai posti dietro. Gli airbag laterali posteriori, invece, sono nella lista degli optional, come pure il cruise control (un dispositivo di serie anche in vetture molto meno costose), i fari bixeno (abbinati alle luci posteriori a led) e i sensori luce/pioggia (che “automatizzano” l’accensione delle luci e l’avvio dei tergicristallo). A supportare le cinque stelle (il massimo) assegnate dall’Euro NCAP a seguito dei crash test, ci sono punteggi parziali del 94% per quanto riguarda la protezione degli occupanti adulti, dell’85% per i bambini e del 52% per la tutela dei pedoni in caso di investimento, mentre ai sistemi di assistenza sono stati attribuiti 86 punti percentuali.

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